Bella soddisfazione vedere e far vedere un’opera di Marcello Aitiani, ispirata dal pensiero di Florenskij al Ghetto degli Ebrei e poterla percepire secondo una prospettiva rovesciata, vedendo il cielo dall’alto verso il basso.  Invito_Sofia_Azzurra

sofia azzurra al ghetto

L’iniziativa di soli pochi giorni, in perfetta sincronia con il Convegno internazionale sul Pensiero di Florenskij a Cagliari, propone l’allestimento presso il Ghetto degli Ebrei dell’opera di Marcello Aitiani ispirata appunto dal pensiero di Florenskij artefice del significato dell’Arte come mediazione tra visibile e invisibile, tra terreno e divino.  E l’opera “celeste”, osservata in modo inverso dalla visione quotidiana che abbiamo del cielo ci stimola ad entrare dentro questo affascinante mondo fatto di richiami concettuali e percezioni concrete.

Ecco i contributi dei relatori:  il filosofo Silvano Tagliagambe traghettatore e principale interprete contemporaneo del pensiero di Florenskij, dell’artista Marcello Aitiani, di Francesca Porcella come storica dell’arte e lettrice dell’arte nel pensiero religioso (non dimentichiamo che Florenskij era anche un religioso) e Carlo Crespellani P. dell’interazione allestimento dell’opera nel contesto del Ghetto.

Contributi S Tagliagambe MF Porcella M Aitiani C Crespellani    

Articolo su Unione Sarda

Alcuni testi in RUSSO

Alla scoperta della sezione aurea

  Vi presentiamo un inedito approfondimento sulla presenza di un perfetto rapporto aureo nella struttura dell’opera.
In sintesi il rapporto aureo o sezione aurea rappresenta un equilibrio spaziale a cui corrisponde un preciso rapporto numerico. Presente in natura e nell’architettura, possiamo esplicitarlo nell’opera di Aitiani vedendo che il fuoco dell’opera (l’occhio) si trova in una posizione che rispetta questo particolare rapporto.
Questo rapporto è tra il lato minore sinistro (a) e maggiore destro (b) dell’opera ed è conseguentemente uguale anche al rapporto tra lato maggiore destro (b) e l’opera intera (c=a+b).

Sezione aurea su Sofia azzurra

La domanda viene spontanea: è stato un fatto voluto, calcolato dall’autore o è frutto del caso, magari uscito fuori inconsciamente dal senso di equilibri, di rapporti che come l’artista vive di spazialità, cromatismi, e che sviluppa istintivamente?
Ma a questo quesito  può rispondere solo l’autore e pochi intimi, ma solo a chi sarà lì presente….

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