Era il 15 aprile del ’67 quando a Sassari Luigi Crespellani concludeva a 70 anni la sua esperienza terrena.

index luigi crespellani Passati oramai 50 anni necessari per poter sedimentare i ricordi diretti, come per i beni culturali si può tracciare un giudizio storico, in questo caso per una figura che si era già distinta negli studi (licenza d’onore nel 1915, brillante laurea) e nel lavoro (avvocato civilista), che prese le distanze dal regime come antifascista, per poi dedicarsi significativamente all’impegno civile, anacronistico oggi, se comparato all’atteggiamento diffuso del senso del fare politica e dell’operare per un proprio profitto o un riconosciuto successo.

La lettura storica che si vuole promuovere è spinta dal desiderio di scoprire le tensioni interne di una persona caratterizzata certamente da un forte senso morale, ma anche da un intenso impegno civile e da una profonda passione per l’espressione umana, nella letteratura e nella musica in particolare.

La vita familiare, segnata da alti valori e da matrici mazziniane, da un padre trasferitosi dall’Emilia in Sardegna per insegnare al Convitto Nazionale e scomparso prematuramente, è caratterizzata da valori profondi e trova a complemento la famiglia della sua amata Teresina, quella Mundula, un contesto particolarmente fertile in termini culturali, ricco di senso della vita e di gioia.

Luigi  trova sintonie di valori in casa Mundula, quella dove il padre, il notaio Carlo, conosciuto per la dedizione alla gestione dei beni comuni (era amministratore dell’Ospedale civile), dall’umorismo raffinato, aveva allevato le sue cinque figlie secondo scelte “libere” e colte.

Mundula

Famiglia Mundula

Infatti, contrariamente a quanto succedeva in gran parte delle famiglie dell’epoca, in casa Mundula esisteva un profondo senso di libertà, sostanziato da stimolo all’espressività, agli interessi culturali e allo studio delle figlie. Non a caso la sorella maggiore Mercede Mundula è stata un’importante poetessa sarda, nota in Italia e che ha condiviso un cammino culturale con Grazia Deledda nella comune permanenza a Roma. O dell’altra sorella Cicita, sensibile e colta, che ha vissuto e sperimentato i temi pedagogici basati sul metodo Montessori. Teresina, la sua amata è stata una compagna di vita felice e gioiosa, complementare al suo carattere riservato e malinconico, ma entrambi profondamente ricchi di poetica e religiosa fede.
La vita di Teresa, raro caso di donna con due lauree per i suoi tempi, fu arricchita dall’insegnamento all’università (insegnò  fisica ai medici) e anche raffinata scrittrice in lingua sarda oltre che italiano. Gli impegni politici del marito le imposero di interrompere l’impegno universitario per seguire il marito e dedicarsi alle quattro figlie. Ognuna singolare nel suo genere: Giovanna, prima avvocato donna sarda, viaggiatrice e sognatrice,  Maria, artista straordinariamente sensibile e insegnate amatissima, Margherita, insegnante attenta ai deboli e dedita al prossimo, Teresa, ingegnere di rare virtù e spirito raffinato.

Il primo impegno pubblico di Luigi Crespellani si concretizza dietro la richiesta di tanti amici per essere il primo cittadino e amministratore di Cagliari subito dopo la liberazione dal fascismo per la ricostruzione di una città devastata dai bombardamenti che avevano reso la sua amata città un ammasso di macerie. Lasciò nei fatti la sua felice attività di avvocato per rimboccarsi le maniche. Nel primo dopoguerra non c’era da dibattere, c’era da ricostruire e venire incontro alle sofferenze della popolazione. Ma lui trovava anche il tempo per soffermarsi con la gente soprattutto quando il dialogo era di natura cultuale ad elevare gli animi e ad arricchire gli spiriti.  Era noto per il suo spirito mite e la sua capacità di mediazione. Pare che solo una volta si impuntò: quando cercarono di imporgli un mediocre politicante come assessore alla cultura, su questo divenne intransigente.

E proprio nei locali dello stesso Comune di Cagliari, fu lui a sostenere e ad accogliere il primo nucleo operativo della nascente Regione Autonoma della Sardegna, di cui poi avrebbe ricoperto nel ’49 il ruolo di primo Presidente, eletto al primo scrutinio. La sua incessante attenzione era poter indirizzare i temi cruciali dell’intera Isola, soprattutto ponendo l’attenzione ai bisogni primari di una popolazione in ginocchio, ancora agropastorale carente di infrastrutture capaci di modernizzarla, in quell’epoca sinonimo di riscatto dalla povertà profonda.

Il suo impegno fu quello di garantire lo sviluppo delle infrastrutture primarie come acquedotti e reti elettriche quindi illuminazione pubblica in tutti i centri, combattere e debellare la malaria e infine un piano di rinascita, a quei tempi declinato con lo sviluppo dell’agricoltura, del turismo e di un piano industriale, quello che dopo la sua scomparsa nei decenni successivi avrebbe visto purtroppo tante cattedrali nel deserto senza un beneficio per la Sardegna.

luigi crespellani comizio151737

Discorso pubblico di Luigi Crespellani

La macchina regionale avviò così i suoi primi passi, orientata a dare corpo alla riforma agraria del Governo De Gasperi attraverso la creazione nel maggio del 1951 dell’ ETFAS, per la trasformazione fondiaria e agraria in Sardegna. Il progetto prese forma, innanzitutto, con l’esproprio delle terre incolte, la messa in atto di vasti piani di colonizzazione, di trasformazione, unitamente alla creazione d’importanti infrastrutture. Vennero bonificate le zone paludose e realizzate dighe, canali, acquedotti e strade. Ai contadini vennero assegnati i poderi derivanti dagli espropri. Ogni assegnatario aveva l’obbligo di coltivare il proprio fondo, producendo quantità di raccolto tali da garantire per almeno il sostentamento del relativo nucleo familiare. Analogamente ci fu il potenziamento degli scambi commerciali, dell’artigianato e del turismo, i trasporti interni e verso la penisola erano deboli, temi ancora oggi critici, caratterizzati dalle specificità dell’Isola che in quegli anni avviava i rapporti con lo Stato secondo un’Autonomia, mai sostanziata profondamente.

assegnazione certificati nella nurra148029 cut.jpg

Centro di colonizzazione ad Alghero. Cerimonia di Consegna dei contratti di assegnazione ai contadini della Nurra    (fonte Digital Library Regione Sardegna)

Pochi sono i filmati e le fotografie dell’epoca in cui si vede Luigi Crespellani nelle sue funzioni di Presidente, se non l’inaugurazione della Fiera Campionaria o la visita a San Vito con il Presidente Einaudi per le calamità naturali che avevano colpito il Sarrabus e L’Ogliastra agli inizi degli anni ‘50. Molti invece i suoi scritti, perfino uno utilizzato alla Biennale di Venezia dove le sue riflessioni sul senso delle opere come i bronzetti nuragici erano segno di una civiltà straordinaria.

Ai suoi scritti e alle sue riflessioni pubbliche fanno da contro altare i suoi scritti segreti, scritti poetici specchio della sua anima che si appuntava in gran segreto e che solo recentemente sono stati trovati e pubblicati (Diario poetico e civile,  AMD editore).

Segno di un animo con forte interiorità e fede profonda.

Copertina  del libro con ritratto di Luigi Crespellani di Maria Lai

diario poetico

Conclusa l’esperienza regionale nel ’54 si avvia un periodo in cui ricopre la Presidenza del nascente Credito Industriale Sardo. Di questo periodo si ricorda la sua ostinata attenzione all’indirizzo coerente delle risorse dell’ Ente e a contrastare le pressioni esterne per investimenti non coerenti con quanto era in linea con lo spirito dell’ente.

Se durante il dopoguerra l’amministrazione comunale sotto la sua guida, malgrado le casse comunali fossero esigue e in sofferenza, non furono mai in rosso, durante la gestione del Credito Industriale Sardo i suoi bilanci sono stati occasione di scoperta anche recente, di meticolosità nella sua redazione. Certamente ha svolto un ruolo importante il suo senso d’attenzione alla scrittura, i suoi trascorsi come giornalista, ma soprattutto c’è stata un’ostinata attenzione ad argomentare e a giustificare ogni scelta che implicava un impegno per i conti pubblici.

Dopo questo periodo transitorio la sua attività politica si concretizza con il suo impegno al Senato dal 1958 per la III e IV legislatura fino alla sua scomparsa del ’67. Fece parte di diverse commmissioni permanenti (vicepresidente 1° Commissione Affari Presidenza Consiglio e Interno), Giustizia, Affari Esteri, Commissione d’inchiesta sulla Mafia, Commissione Industria, Commercio e Turismo, come anche di consulte (Sviluppo Agricoltura), oltre a far parte della Commissione di Studio per il Piano di Rinascita della Sardegna.  Nell’ultimo periodo della malattia sentiva perfino il rimorso per il suo stato di salute che non gli permetteva di esser presente nelle commissioni parlamentari, anche se per quella antimafia, era andato anche in Sicilia e dove aveva perfino percepito qualche segnale di minaccia.
Portatore delle istanze della sua terra ha sempre operato incessantemente dentro le amministrazioni ( anche membro del CdA dell’Università di Cagliari), vicino alle persone e meno dentro il partito, benché avesse ottimi rapporti personali in particolare con Alcide De Gasperi.  La sua prematura scomparsa gli ha evitato di vivere il sen luigi crespellaniprogressivo degrado del partito democristiano, fatto che gli avrebbe creato certamente una grande amarezza.

La sua frequente permanenza a Roma durante la vita di parlamentare acuì il suo attaccamento alla propria terra e ai suoi affetti familiari, alle quattro figlie e alla moglie. Un suo scritto intimo, struggente, descrive poeticamente l’estraneità alla pomposità di certe vetrine romane ricche di brillanti e oggetti sfarzosi ed esprime la nostalgia ai paesaggi e ai tramonti cagliaritani, alle forme autentiche della vita tipiche della nostra terra.

Ma per dare un quadro coerente della vita e degli interessi di Luigi Crespellani non può essere messa in secondo piano la sua passione per la musica, aspetto chiave della sua personalità. Tanto che la sua dedizione si manifestava anche nel ruolo di Presidente del Conservatorio di Cagliari. Mi viene in mente non solo la fortuna di poter vivere i momenti musicali della città come un evento quasi familiare, ma l’occasione di poter conoscere di persona, anche se in un tempo fugace, i vari direttori d’orchestra (ricordo Herbert Albert) e solisti di raffinata capacità (il pianista Robert Casadesus, la Violinista Gioconda De Vito, il violinista Uto Ughi) che il venerdi andavano a cena dai nonni prima del concerto del giorno successivo. Un’occasione per noi piccoli nipoti di assaporare un’atmosfera artistica unica. Era frutto certamente di un’ospitalità tipica sarda, ma anche di un modo per evitare che le casse dell’ente pagassero spese di cene fuori, perché in lui c’era non solo un esasperato senso etico ma anche un’attenzione per le spese pubbliche.

E oltre i musicisti la vita familiare era arricchita da scambi e amicizie di grande valore, come Giuseppe Dessì,

index luigi crespellani giuseppe dessì

Luigi Crespellani e l’amico Giuseppe Dessì

Maria Lai, M. Antonietta e Vittorio Picozzi, diventati poi amici di tanti familiari.

Questo piccolo ricordo frutto più di racconti domestici e alcuni sprazzi di infantile memoria vogliono essere un primo sassolino lanciato sullo stagno affinché si possa pensare di creare una piccola raccolta di appunti sulla figura di Luigi Crespellani, sapendo che molte riflessioni sull’esperienza politica sono oggi nascoste ma assolutamente attuali per la nostra terra e per quei valori universali da lui vissuti quotidianamente. La sua testimonianza di vita è un patrimonio che credo sia importante non dimenticare affinché le nuove generazioni siano ispirate dal suo stile di vita.

A noi familiari e amici l’onere di valorizzare libri e documenti che aiutano a mantenere viva la sua memoria affinché non sia semplice richiamo del passato ma orientamento alle nostre esperienze quotidiane e atteggiamento verso il futuro.

Carlo Crespellani Porcella
Annunci