foto al modello3Vista la personalità dell’artista, non poteva essere una banale donazione o una serata stucchevolmente cerimoniosa. Si è trattato infatti di un segno generoso e tangibile della sensibilità e della lievità di Maria. Si è trattato di una donazione a Cagliari, alla propria amata città (Comune di Cagliari News) . Con i suoi paesaggi, i panorami e le albe da Monte Urpinu, i tramonti del Bastione, il fascino del Poetto. Luoghi frequentati e rigorosamente goduti da Maria (è noto il suo detto: “scusate, ma è l’ora e devo andare a vedere il tramonto a M. Urpinu”).

La donazione, un’opera in bronzo del 1953 del suo primo periodo è stata offerta  seguendo un percorso storico (e artistico). La narrazione di Maria è stata infatti una dichiarazione d’amore partendo dall’inizio del ‘900, dallo stesso luogo dove si stava celebrando la donazione. Il Palazzo di Città, appunto, nel quale nel 1912 come Municipio, la zia Mercede Mundula celebrava le proprie nozze con Attilio Caboni. (Mercede nota poetessa, sorella della madre Teresa, è stata amica di Grazia Deledda e a cui la città ha dedicato la piazzetta con panorama sulla città a poche centinaia di metri dallo stesso Palazzo ndr). Poi sede del Conservatorio, il cui Presidente fu per molti anni il padre Luigi.
Palazzo di Città, oggi accoglie la mostra di Maria Lai, amica e compagna con la quale ha trascorso una vita di sintonie e vite familiari condivise.

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ipp Il discorso dell’artista-donatrice (MARIA racconta MARIA post) in ricordo anche di questo legame, segue l’apertura della padrona di casa Anna Maria Montaldo (direttrice dei Musei Cittadini) che, dopo il benvenuto, ha dato prima spazio al sindaco Massimo Zedda e all’assessore alla Cultura Enrica Puggioni. Lo sguardo retrospettivo del sindaco agli anni indietro viene naturale per il rapporto personale, visto il legame di sua madre con Maria prima sua insegnante, poi collega e amica.

Occasioni per frequentare la casa Puddu Crespellani, scoprire la ricchissima produzione di opere traboccanti di vita, autoironia, ideali, sentimenti, pensieri trasformati e sublimati in raffinate microsculture. Non è mancato segnalare da parte dei componenti della Giunta Comunale il network di relazioni culturali tra i diversi artisti, oltre Maria, Antine Nivola, Maria Lai, Ruth Guggenheim Nivola, attraverso cui si è sviluppato l’humus espressivo e una creatività virale.

ippippE per ritornare all’attualità dell’evento e del momento vissuto dalla città, il richiamo al contributo di Maria e al ruolo della stessa Fondazione del Banco di Sardegna (era presente anche il suo presidente Antonello Cabras) per la candidatura della città di Cagliari Sardegna a Capitale Europea della Cultura per il 2019.ipp E la stessa Enrica Puggioni evidenzia il ruolo di Maria Crespellani nella stessa ricostruzione della memoria storica per il 70° anniversario dei bombardamenti dell’ultima guerra in città.

Maria, nel suo intervento (testo dell’intervento MARIA racconta MARIA  e relativa Presentazione) fa scorrere, come su una pellicola anche i momenti felici e di scambio artistico ed espressivo con Maria Lai, dal primo incontro a metà anni quaranta nello studio dello scultore Francesco Ciusa ai lavori scultorei a quattro mani. Al rapporto tra il padre Luigi e Maria, Lola per gli amici, per rilanciare l’artigianato sardo con in evidenza il ruolo della donna (passaggio fugace nel discorso ma presente nel testo). E alle produzioni dei ritratti si affiancano quindi le piccole e preziose opere in creta, inizialmente realizzate così piccole per problemi di spazio e incoraggiate dalla stessa Maria Lai.

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Il pubblico ascolta e partecipa in una sorta di Divina Commedia in miniatura, in un’atmosfera calda e con umidità infernale, una speranza purgatoria nell’attesa del discorso, ma poi nell’ascolto della paradisiaca narrazione di Maria.

La sala gremita oltre la sua naturale capacità, con 120-150 persone presenti, aveva alle pareti le opere di Maria Lai degli anni ’50-60 ma anche un pavimento con pietre a sbalzo “per espiare i peccati”. Di lato stava in esposizione l’opera donata, coperta dal pubblico in piedi. Tutti immaginavano una testa di media grandezza, e invece, un po’ come la Gioconda, a beffare tutti, l’opera è piccola, una miniatura speciale, nera lucente che il pubblico a momenti, ha potuto vedere direttamente e a conclusione dell’evento, nel suo modello tridimensionale virtuale.

foto al modello4Dopo la narrazione dell’artista, l’architetto Franco Masala, storico dell’arte amico speciale di Maria e della famiglia, ha inquadrato il percorso artistico e ha introdotto il lavoro in corso di catalogazione delle opere ritrattistiche, descrivendo l’opera donata anche nei richiami stilistici nel ritratto di Eleonora D’Aragona di Francesco Laurana (1488-90).

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Molti sono stati gli spunti, poi ripresi in chiusura, sul lavoro svolto per ricostruire la produzione di Maria attraverso un’impegnativa catalogazione. Un lavoro oramai in conclusione con testi critici, fotografie per una pubblicazione cartacea e online. (Presentazione).  Ma anche con un’attività di sperimentazione e ricerca che ha permesso la ricostruzione virtuale di alcune opere (compresa quella donata) attraverso un modello tridimensionale interattivo, capace di esplorare l’opera.
Una nuova modalità di fruizione capace di mettere a disposizione di studiosi, studenti, amanti dell’arte di tutto il mondo la lettura e l’interazione con le opere attraverso la rete. Aspetto imprenscindibile anche per poter essere capitale europea della cultura.
Ma di tutto questo si avrà – si spera- occasione di approfondire attraverso un prossimo evento.

C.C.P.

Un’anteprima può essere scoperta già attraverso il sito http://mariacrespellani.it.

N.B. Queste immagini dell’opera sono frames della ricostruzione virtuale, non semplici fotografie.

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