Dopo l’incontro di un anno fa per le Amministrative Nazionali, eccoci a villa Crespellani per confrontarci sulla politica regionale a meno di un mese dalle elezioni del Consiglio Regionale.

cropped-dsc_8281-prospetto-est-imbrunire-orizz1.jpgCi siamo concentrati su alcuni temi cruciali:

  1. Lavoro, Sviluppo economico e Strategie Energetiche: valorizzazione delle risorse (materiali, immateriali e territoriali) regionali: progetti di sviluppo e progettazione integrata. Riqualificazione territoriale, bonifiche e servitù militari: cosa si può e si deve perseguire (rif. audiz. parlamentare di F. Codonesu)
  2. Autonomia, indipendenza, sovranismo: al di là delle parole che senso dare a una politica di una Regione come la nostra;
  3. Innovazione, sburocratizzazione, semplificazioni amministrative: dove e come incidere;
  4. Istruzione e politiche per la scuola: come indirizzare le risorse;
  5. Solidarietà e politiche attive per la partecipazione: come e perchè.

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Abbiamo condiviso la serata con una trentina di amici, in particolare con il sindaco di Villaputzu, Fernando Codonesu autore anche del libro Servitù Militari Modello di sviluppo e Sovranità in Sardegna e candidato alle regionali come indipendente di SEL, Davide Boschi geologo esperto di bonifiche ambientali, Mauro Tuzzolino esperto di politiche territoriali e Silvano Tagliagambe filosofo esperto di politiche scolastiche e di planning (entrambi -come C.Crespellani- dell’Associazione Terra di Pace e Solidarietà)  e diversi colleghi ingegneri compresi Dandy Massa vicepresidente CNI (Consiglio Nazionale Ingegneri) e Gaetano Nastasi Presidente Ordine Ingegneri della Prov.CA), Francesco Sechi, M. Pia Pascarella trasportisti, Alessandro Pedemonte civile, Stefano Amico e Pietrino Atzeni (D-Side) ICT oltre a tanti altri: funzionari, professionisti, medici, insegnanti e persone impegnate nella politica attiva (Susanna Orrù, Stefania Manunza, Cristian Locci).

Sono emersi alcuni punti chiave:

1. La crucialità del rapporto tra politico e dirigente dell’amministrazione pubblica, in certi casi (amm. comunali) con forte peso della macchina burocratica che rallenta le decisioni politiche per cause diverse (struttura e risorse inadeguate, cautela per le responsabilità penali ed economiche) o altri casi (Regione) in cui il funzionario è facilmente condizionabile dal potere politico che può rimuoverlo dalla sua posizione e spostarlo a funzioni irrilevanti.

Anche se in questa dinamica relazionale non sembra svolgere un ruolo l’utenza, ovvero i cittadini, una tra le possibili strategie per ridurre questa criticità è appunto processi più trasparenti in cui politico e macchina amministrativa si rapportino secondo nuovi criteri. Infatti se esiste a priori un reale coinvolgimento strutturato dei cittadini attraverso i processi partecipativi, nei fatti si impone di sciogliere le criticità durante l’elaborazione delle soluzioni ai problemi, di definizione delle priorità, di garanzia di una migliore pianificazione, di garantire trasparenza dell’informazione e si ha un maggiore monitoraggio delle azioni. Questo deve far parte di un coinvolgimentio strutturato (da cui la necessità di una legge sulla partecipazione )che aiuti anche ad accelerare i processi e soprattutto a ridurre le inerzie di varia natura.

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E’ emerso di conseguenza anche il profilo che deve avere il politico, dalle competenze nella conoscenza e gestione della macchina politico-amministrativa alle capacità di relazione e di valorizzazione delle risorse esistenti, soprattutto quelle dentro le amministrazioni. E’ evidente la necessità di lavorare dando continuità all’azione tra le amministrazioni (sia temporali sia tra i diversi livelli amm.vi) anche perseguendo la strada della progettazione integrata già sperimentata ma non completata dalla giunta Soru.

2. Necessità di meglio mettere a fuoco una strategia per la formazione tecnica e non all’interno di quella professionale e di indirizzare meglio le azioni per lo sviluppo dell’istruzione attraverso una legge in cui didattica e apprendimento siano adeguate allo scenario digitale e al nuovo modo di gestire e organizzare i saperi.
Alla criticità dell’organizzazione, delle scarse risorse, di un corpo docente a più  velocità (volenterosi e proattivi, passivi e inadeguati…) da supportare, dello stato di degrado dei modelli e del contesto di apprendimento (non è una questione, o non solo di edilizia in disfacimento) si affianca la necessità di un rilancio che parta dai giovani. Magari attraverso una legge guida e un progetto fondante, che riprenda il progetto scuola digitale caduto nel nulla per responsabilità dell’attuale governo regionale. Servono le azioni di coinvolgimento degli studenti che abbiano come riscontro l’abbattimento della dispersione scolastica e che innalzi la qualità e l’eccellenza.DSC_0011

3. Economia. Lo sviluppo delle opportunità della riqualificazione territoriale va perseguito mettendo di fronte alle proprie responsabilità chi ha determinato certi disastri, cosnsci che in gran parte è lo Stato e le grandi società a partecipazione statale. Con la sia presenza militare ha compromesso la Terra sarda su cui oggi sono presenti il 60% delle servitù nazionali. Condizione cruciale per uscirne, oltre all’interlocuzione sorda con lo Stato, svolge forse anche il blocco delle esercitazioni militari. Certo è che è necessario sviluppare dei piani che nel tempo possano progressivamente riqualificare il territorio e al tempo stesso possano creare le opportunità che rendano sostenibile anche economicamente (e quindi anche sul piano dell’occupazione) l’operazione di bonifica. L’insieme degli interventi è di miliardi di euro e non può essere immaginata se non nell’arco di 10-20 anni, con un progressivo rilascio di siti che diventino opportunità d’investimento pubblico o/e privato in linea con lo sviluppo da prevedere (turismo, centri di sviluppo dell’innovazione, servizi ecc.). Quest’area d’intervento che potrà dare opportunità anche di lavoro e deve essere preparata anche con la formazione e il sostegno di nuove imprese che acquisiscano il know-how capace di travalicare il Tirreno e operare a livello internazionale, magari con partner con esperienze specifiche su questo campo.

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Tanti altri spunti sono emersi in un clima disteso e volenteroso di focalizzare i problemi ed esplorare le soluzioni e i mondi possibili. Tutto poi sfociato in un momento gioviale. Il piacere della serata e dello spuntino successivo però non può essere condiviso online.Camera 360

Parafrasando la nota pubblicità, ci sono cose che non si possono raccontare. Per tutto l’altro …c’è questo blog.... e sulla partecipazione  potete saper qualcosa di più  andando su http://democraziadeliberativa.wordpress.com

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