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Basta guardare come l’alternanza di luci e ombre proiettate dalla finestra continuano nei gradini della piscina per “immaginarsi” una speciale assonanza tra elementi immateriali espressi dalla luce e veri reali gradini immersi nell’acqua.
Molti si chiedono se questa combinazione è frutto della fortuna e del caso o se da un qualche disegno preliminare, esplicito.

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La risposta è …. nello spazio internedio, in quanto non è casuale ma al tempo stesso la scelta è frutto di un processo non completamente esplicito.

Ci spieghiamo meglio: Immagine

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Il risultato è frutto di scelte che poi hanno determinato questa combinazione.

Quando creammo la scala della piscina (vedi articolo) la decisione finale su come posizionarla fu di farla parallela alla casa, una precisa angolatura rispetto alla posizione della piscina, a sua volta ruotata rispetto all’abitazione e parallela al muro di cinta.
Questa scelta (alternativa a seguire invece un rapporto aureo) ha determinato che le luci che escono la sera dalla veneziana emergano parallele alla finestra, che per contiguità logica e geometrica diventano parallele anche alla scala della piscina.

Progettare è anche questo: predisporre riferimenti e schemi che si sovrappongono e poi generano automaticamente coincidenze. Coincidenze che vanno comunque scoperte ed esplorate. E, diciamolo, godute nel suo fascino armonico.

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